

Certi storici hanno descritto questa Chiesa dei primi tempi come una società dell’idillio perpetuo. Ma non fu affatto così. Non poteva essere così. Si trattava di mettere insieme gruppi di differente origine culturale: i giudeo-cristiani, convinti che il messaggio di Gesù riguardasse soltanto il mondo ebraico, e ostili ad ogni contatto con i pagani; gli ellenisti, già abituati all’ambiente extra-giudaico e più aperti al colloquio esterno; e poi i proseliti, cioè queli che nel paganesimo erano addirittura nati, e avevano parenti ed amici pagani. Già prima di Gusù, questi gruppi praticavano la stessa fede, ma pregando in sinagoghe separate. Era difficilissimo fonderli, e infatti le Lettere di Paolo e gli Atti parlano chiaro: c’erano beghe frequenti tra un gruppo e l’altro, sbandamenti dottrinali, avversione per questo o quell’apostolo, senza contare poi i contrasti personali, le ipocrisie e gli scandali. O le discriminazioni abbastanza grette, come quelle denunciate dagli ellenisti: “Nel distribuire i soccorsi, si trascurano le nostre vedove”, (La vedova, personificazione della povertà più indifesa della società di allora, era presa a simbolo di tutti i bisognosi). Fu per mettere fine a quella storia che gli apostoli riorganizzarono l’assistenza, affidandola a sette uomini designati dalla comunità e detti poi diaconi.
Dei sette venne fuori Stefano, che aprì il fuoco contro il potere politico-religioso di Gerusalemme, arroccato nel Sinedrio: contro quelli che avevano ucciso Gesù. Costoro già tenevano d’occhio i Dodici, intervenendo con arresti e bastonature, e col divieto di predicare. Ma i Sinedriti più aperti e tolleranti erano riusciti spesso a impedire che si andasse oltre.
Con Stefano fu tutto diverso: esso non predicava semplicemente l’adempiersi delle Scritture con la venuta di Gesù Messia. Andava radicalmente a fondo, annunciando la fine del Tempio e della Legge. Ellenista, e quindi estraneo alla tradizione schiettamente giudaica, non aveva riguardi per nulla, battendosi nelle sinagoghe con un vigore “al quale nessuno resisteva”. Processato dal Sinedrio, pronunciò un discorso violentissimo, che gli procurò la condanna a morte, seguita immediatamente dalla lapidazione. (Non c’è traccia di conferma della sentenza da parte dell’autorità romana, com’era richiesto: secondo alcuni studiosi ciò significa che Stefano è stato ucciso nell’anno 36, dopo la destituzione del procuratore Pilato e prima che s’insediasse il successore Marcello).
Negli Atti, Luca sottolinea che la visione radicalmente nuova prospettata dal diacono martire, la “demolizione” del Tempio come centro spirituale di gravità, era opera di Gesù: “Era lo Spirito che faceva parlare Stefano”. E rafforza ancora il concetto ricalcando il suo supplizio su quello del Calvario e attribuendogli frasi che riecheggiano
Ucciso Stefano, il Sinedrio iniziò una persecuzione violenta, ma parziale: i Dodici e i giudeo-cristiani furono lasciati in pace, e si diede addosso agli ellenisti, più vicini a Stefano. Tra gli epuratori andava scatenandosi un giovane fariseo intransigente, Saulo di Tarso: “Penetrando nelle case”, dicono gli Atti, “egli trascinava via gli uomini e donne e li gettava in prigione”. La persecuzione contribuì a proiettare
Hai fattu a fine de a sezione der PD locale,so rimasti in due, nu te scrive piu nessunu su sti brog.
RispondiEliminaMeglio la nostra fine che la vostra: bugiardi, imbroglioni e traditori del popolo maglianese!!
RispondiEliminaPS: il "brog" è quello che ti mangi a casa tua, tutti i giorni!
Buon Natale e buone feste a tutti e due. Non vi cancello perché attraverso questi commenti possiate fare la vostra solita bella figura, come fosse il vostro biglietto da visita e farvi cominciare, fra qualche giorno, un altro miserevole e squallido anno, come siete abituati.
RispondiEliminaInsomma se li verdi so rimasti in due quelli der Pd ,quanti sò???
RispondiEliminaCo li cani e co li gatti forse arrivano a cinque!!!!
RispondiEliminaVoi sete tanti, e se non contate li cani siete 1 o 2!
RispondiEliminaNo, no! Se nun contano li cani nun c'è nessuno!
RispondiEliminaPensate a questa immondizia di gente che sta' amministrando questo paese ridotto davvero ai minimi termini.
RispondiEliminaChiedeta alla gente ai commercianti ai cittadini che cosa pensano di questa gente invece di perdere tempo ad attaccare sui blog ma vi mettete a lavorare???????
questo "signore" che si firma -di passaggio- dovrebbe riciclare tutta la sua "immondizia intellettuale" prima di contribuire a diffondere tutti gli sproloqui e le offese gratuite che spesso si leggono su questo blog
RispondiEliminaIl "signore"l'ha rifatta fuori dal vaso come sempre,evidentemente è una sua caratteristica.Poi critica i "munelli" che puzzano de m...a,forse è il fetore che si porta dietro lui quello che sente!?.
RispondiElimina"Vi mettete a lavorare".....ma perchè sai cosa vuol dire lavorare TU ???(ma quando mai hai lavorato).
Ne anche in questo periodo dell'anno è riuscito a farsi un bagno .....di umiltà!! Poverinooooooooooooooo.